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Per quanto riguarda l’attrezzatura specifica per il bikepacking vi invito a consultare l’ottimo www.bikepacking.it
Qui proveremo piuttosto a capire quello che ci serve per sopravvivere con uno o più marmocchi al seguito.

In principio era il trailer…

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altrimenti noto come “carrettino” marchio Leon.
Il nostro era economico e pesante, quasi totalmente in acciaio e dannatamente grande.
Una breve ricerca ve ne farà trovare a bizzeffe, più o meno accessoriati, più o meno cari, ma comunque molto grandi. E pesanti.
I nostri primi timidi tentativi di fare viaggi off-road con questo “coso”, ci hanno fatto propendere per una sua immediata dismissione, in favore di un più pratico seggiolino reclinabile e ammortizzato.

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Il seggiolino in questione è un Hamax modello Siesta, pagato circa 70 € alla Decathlon. L’attacco è fissato al tubo reggisella della mia bici. Lo uso regolarmente da un sacco di tempo: mai un problema, mai un aggiustamento.
L’ Hamax da la possibilità di poter reclinare e far dormire il pargolo, e lo protegge anche dalle eccessive sollecitazioni dei percorsi off-road.
Ovviamente se prendete un drop ai 40 km/h, anche per colpa degli attacchi, il frugoletto avrà un effetto tipo Turbo Boost di Supercar.
La presenza del seggiolo, toglie la possibilità di montare la saddle bag che è una delle borse più capienti, e sbilancia molto la bici sul posteriore.

A proposito di bici:

La mia è una Salsa Mukluk, una fat bike molto versatile che consente di aumentare la distanza fra le ruote e rende la bici leggermente più governabile, soprattutto sul ripido. I “guru” e i più illuminati esperti di mountain bike (quella parlata, non quella guidata),  sostengono che le fat siano una moda passeggera, un capriccio che passerà appena finita la novità. Probabilmente è così, però mi aspetto di vedere le loro bici ultraleggere in carbonio, cariche come la mia… 🙂

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Katia ha una Trek modello Fuel, una biammortizzata con geometrie ed escursioni da trail bike.Necessario ricordarsi di aumentare la pressione di forcella e ammortizzatore prima di partire.

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Il lago di Ledro in Settembre, poco prima di un temporale

Adesso che Yuri ha tre anni 1/2 e non vuole essere “un peso in più” , ha la sua biciclettina. Yuri non è mai passato dalla bici con le rotelle poiché lo step iniziale è stato con la Balance bike, ossia una bici senza pedali a spinta, che permette di bilanciare il peso senza il fastidio dei pedali.

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Abbiamo utilizzato con soddisfazione di tutti e 3 il Trailgator . Nonostante la scarsa reputazione che ha sul web, si sta dimostrando affidabile e sicuro; da la possibilità di far girare in autonomia il pargolo nei posti considerati sicuri, al tempo stesso, quando c’è da “pedalare” consente di superare tratti trafficati o ripidi con tranquillità.
Unico inconveniente: Yuri tende ad addormentarsi dopo un po’ e quando accade…

Colazioni & caffè

Non c’è niente che ti conforti di più, dopo una giornata all’aperto, di una bevanda calda.
Ti da una sensazione di casa e ti rimette subito di buon umore.
E’ necessario anche in estate, avere la possibilità di prepararsi qualcosa di caldo.
Per i nostri primi giri abbiamo utilizzato un fornelletto autocostruito ad alcool.
Si trattava di una lattina che tagliata a metà e con gli opportuni accorgimenti, diventava un leggerissimo fornello.

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L’alcool veniva trasportato a parte, ma qualsiasi contenitore era inadatto e faceva puzzare tutto. Ottimo per le emergenze ma pessimo per pianificare un viaggio. Grazie a questo odoroso imprevisto siamo passati al sistema jetboil (ve lo consiglio) ovviamente la bomboletta sarà formato famiglia. Euro 70 su Amazon o qualunque buon negozio di oudoor.

Tenda bivy bag ed affini

Tenda: Camp Minima Superlight. 1900 g di carbonio e tessuti impermeabili. Davvero buona, leggera e compatta. Ci si dorme in 2 e 1/2.
Moduli autogonfiabili Decathlon. Ingombranti ma comodi.

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Amaca Ferrino: da evitare se non amate la posizione fetale (nel senso di a testa in giù).
In futuro credo che aggiungeremo un bivy bag, che sembra essere un must per il bikepacker moderno.
Vedremo.

GPS

Anche per chi come noi ha un approccio lo-tech alle uscite in Ambiente non può rinunciare ad un gps. Anche se Android e Iphone hanno entrambi ottime app per l’outdoor è meglio averne uno fatto apposta, per mille motivi che non sto ad elencare.
Noi abbiamo un Garmin modello Dakota 20. E’ alimentato da pile stilo che consentono di poterlo usare (a patto di prendersi pile di ricambio) per molti giorni, senza doverlo per forza ricaricare. Questo specifico modello (oramai fuori produzione credo) ha bisogno di almeno due stilo di riserva per circa 2 giorni.

Fotocamera

Siamo partiti con una fotocamera Bridge economica, la Nikon Coolpix. Leggera leggera
ma risultati scarsini.
Siamo passati ad una mirroless Olympus Omd-em5. Un’attrezzatura semi-professionale consente foto di maggiore soddisfazione anche a fotografi poco esperti come noi, ma occorre tenere presente (oltre al costo), il peso e l’ingombro di lenti ed accessori.

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La nostra fotocamera è tropicalizzata, ovvero: resiste a schizzi d’acqua, pioggerella, sabbia e polvere. Credo che per i nostri giri sia un requisito fondamentale, ancorché non proprio gratuito.

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